martedì, maggio 31

Ed alla fine ci spegniamo,
come vecchie lampadine
cadute troppe volte.
Avendo consumato tutta l'energia,
o forse avendola sprecata;
o forse, ancora, avendone usata troppa tutt'insieme 
nella speranza di far brillare 
ciò che era opaco.

Ed alla fine ci spegniamo,
come vecchie lampadine.

lunedì, maggio 30

Odio dover fare quelle attività "normali" della vita quotidiana quali spedire un pacco, chiedere informazioni in un negozio e così via.
Il mio problema, ad esser più specifici, è che odio dover parlare quando non strettamente necessario.
Parlare con estranei, si intende.
Per non parlare degli attacchi di panico. Mi basta che il commerciante di turno mi chieda qualcosa che non avevo previsto.

"Un panino piccolo col salame ungherese, grazie."
Penso questo mentre aspetto quei 3 numeri al banco salumi.
Arrivato il mio turno pronuncio le parole magiche. Mi sento sollevata. Ora devo solo aspettare.
- 60 gr. vanno bene nel panino?
Ecco, la domanda non prevista. Sudori freddi. Per fortuna in genere accade che ci sia qualcuno, al mio fianco, a salvarmi dal panico.
(E se ve lo state chiedendo: no, non è un'esagerazione. È successo davvero.)
Per non parlare di quando scoppiai in lacrime per una signora molto maleducata. Insisteva nel chiedere se davvero non avessi quei 3 euro per la pesca di beneficenza.
Non li avevo.

Ecco, non so a che punto volessi arrivare con questo post mal scritto.
Forse stasera per un attimo ho avuto voglia di essere più autosufficiente, più forte. Forse mi sono anche riproposta di provarci.
Ma sono sicura che anche domani andrà a finire come sempre.
Pedalerò veloce fino a casa, mi sentirò bene.
Non vista, non sentita.

Forse mi piaccio davvero così.

martedì, maggio 24

lunedì, maggio 23

Silenzio
sgorga da rigidi tubi
che una volta eran vene.
Allaga
e rende tutto secco, 
come il mio sangue.

venerdì, maggio 20

La cosa più triste
che si possa ascoltare
è stata detta
con un sorriso di nostalgia,
la cosa più triste.


[.]

domenica, maggio 15

Ho deciso, oggi passo la giornata nel letto.
A mangiare schifezze (come quelle patatine in busta che mi fanno venire la nausea, ma chissà perchè le mangio lo stesso), senza sbocchi sul mondo e cercando di fermare il tempo.

sabato, maggio 14

E così ieri ho deciso di prendermi un pomeriggio per me. Non mi andava di studiare, così sono uscita, ho preso la bici, e mi sono avviata in centro per fare dei servizi.
Arrivata al semaforo, pochi secondi prima che scattasse il verde, non vedendo macchine decido di attraversare. Sul marciapiede di fronte c'erano troppo bici e non avrei potuto passare, così mi sono fermata di lato ad aspettare.
Una signora (che poi "signora" non era di certo, come ho avuto modo di constatare) ha iniziato a inveirmi contro, urlando di cambiare strada.
"Signora, come vede non le sto chiedendo di spostarsi per passare. E in secundis, non lo sa che si sta sulla destra?"
Ecco, questo avrei voluto risponderle. Ma tutto ciò che sono riuscita a balbettare è stato un "che antipatica!".
Ho deciso di fermarmi in un vicolo isolato (dopo diversi minuti di ricerche mi sono resa conto che forse in questa città non esistono!), mi sono arrotolata una sigaretta...e sono scoppiata in lacrime.
Rapporti interpersonali a piccole dosi per me, grazie.

E così dal pomeriggio che mi ero presa libera ho ottenuto solo un gran mal di testa.

lunedì, maggio 9

"Non ho nulla contro la noia, ma annoiarsi ed essere anche costretti a manifestare interesse, che piaga!"
Ecco.
Quello che non è sopporto è chi non riesce proprio ad accettare la - mia - noia.
Quelli che... no, lasciamo stare, la lista sarebbe troppo lunga ed amara.


E pensare che io, invece, quasi avrei paura a viverne senza.
Non ti protegge forse da ciò che sai non ti piacerebbe, Mab?
Forse in realtà solo dalla tentazione di vivere.


[Sono due giorni che mi viene da vomitare pensandoci.]

sabato, maggio 7

giovedì, maggio 5

Sono una foto in bianco e nero.
Pochi tratti essenziali, decisi, avvolti da innumerevoli sfumature.
Mi piace coglierne di nuove. Nelle vecchie foto, intendo.
Ed anche in me.
Un passatempo antico, 
come le anime insoddisfatte che se ne servono.