lunedì, maggio 30

Odio dover fare quelle attività "normali" della vita quotidiana quali spedire un pacco, chiedere informazioni in un negozio e così via.
Il mio problema, ad esser più specifici, è che odio dover parlare quando non strettamente necessario.
Parlare con estranei, si intende.
Per non parlare degli attacchi di panico. Mi basta che il commerciante di turno mi chieda qualcosa che non avevo previsto.

"Un panino piccolo col salame ungherese, grazie."
Penso questo mentre aspetto quei 3 numeri al banco salumi.
Arrivato il mio turno pronuncio le parole magiche. Mi sento sollevata. Ora devo solo aspettare.
- 60 gr. vanno bene nel panino?
Ecco, la domanda non prevista. Sudori freddi. Per fortuna in genere accade che ci sia qualcuno, al mio fianco, a salvarmi dal panico.
(E se ve lo state chiedendo: no, non è un'esagerazione. È successo davvero.)
Per non parlare di quando scoppiai in lacrime per una signora molto maleducata. Insisteva nel chiedere se davvero non avessi quei 3 euro per la pesca di beneficenza.
Non li avevo.

Ecco, non so a che punto volessi arrivare con questo post mal scritto.
Forse stasera per un attimo ho avuto voglia di essere più autosufficiente, più forte. Forse mi sono anche riproposta di provarci.
Ma sono sicura che anche domani andrà a finire come sempre.
Pedalerò veloce fino a casa, mi sentirò bene.
Non vista, non sentita.

Forse mi piaccio davvero così.

5 commenti:

  1. Sei piacevole così come sei, come una rosa di cristallo.

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  2. Non so cosa ci sia di piacevole in una rosa di cristallo, ma d'altronde suona tanto bene...quindi grazie.

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  3. Bellezza e fragilità. Qualcosa da ammirare e tenere al riparo :)

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  4. È un po' triste.
    Un po' come i modellini da collezione. Dico io, se non ci puoi giocare, non sono poi tanto belli.

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  5. Hai ragione. Tuttavia con la dovuta attenzione anche una rosa di cristallo può offrire spunti interessanti.

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