Avevo una gatta, un tempo. Il suo nome era Susin.
Era incinta e cercò di partorire una notte, ma il primo cucciolo nacque morto.
Così la portammo dal veterinario, io e mia madre, e aspettammo nella sala d'attesa mentre l'operavano.
Dissi a mia madre "ascolta, si sentono i miagolii" e lei fece cenno di consenso con la testa, sorridendomi dolcemente.
Quando il veterinario finì l'operazione, uscì nella sala con un carrello. Cigolò.
Un suono così lieve che poteva facilmente essere scambiato per il miagolio di gattini appena nati.
Sentì il sangue gelarsi alla vista di quei gatti tutti neri, tutti morti.
Quel sorriso però, non lo dimenticai mai. Ogni tanto lo visualizzo, in tutto il suo potere rassicurante.
Una gatta randagia, che aveva partorito dalla nostra vicina, aveva avuto troppi cuccioli, probabilmente troppi. La mia gatta avrebbe dovuto prendere delle medicine per cessare la produzione del latte. Facemmo un tentativo e fu così che Susin adottò tre gattini.
Fondi di caffè.
mercoledì, luglio 10
lunedì, giugno 10
Stavo visitando una città quando, volgendo lo sguardo verso le classiche scalinate su cui la gente si ferma a chiacchierare od a fumare una sigaretta, notai una donna in lacrime.
Potei dedicarle solo un attimo della mia attenzione, ma rimase impressa in me la sua immagine.
Diverse volte mi era capitato di non contenere le lacrime, che spingevo fuori con veemenza per compensare il difetto della mia voce. La mia città sapeva raccoglierle.
Passeggiando per ore venivo a conoscenza di tutte le panchine ed i marciapiedi, che tanto andavano bene lo stesso; ogni vicolo mi era familiare nella città che consolava.
Non riuscii allora a fare a meno di chiedermi se anche lei avesse voluto nascondere le sue lacrime, o magari donarle a qualcuno.
Mentre facevo queste riflessioni mi invase un senso di colpa, sentì di averla violata. Quegli scalini potevano esser stati la sua unica scelta, il rifugio più vicino.
Per tutto il giorno pensai a quella donna,
alla sua mano affusolata che usò per coprirsi metà del volto,
alla sua età.
Mi sentì fortunata, quando il senso di colpa sfumò, nel ricordarmi di quello scalino a diversi chilometri di distanza che mi ha sempre accolto e che, se lo vorrò, sarà sempre lì.
Potei dedicarle solo un attimo della mia attenzione, ma rimase impressa in me la sua immagine.
Diverse volte mi era capitato di non contenere le lacrime, che spingevo fuori con veemenza per compensare il difetto della mia voce. La mia città sapeva raccoglierle.
Passeggiando per ore venivo a conoscenza di tutte le panchine ed i marciapiedi, che tanto andavano bene lo stesso; ogni vicolo mi era familiare nella città che consolava.
Non riuscii allora a fare a meno di chiedermi se anche lei avesse voluto nascondere le sue lacrime, o magari donarle a qualcuno.
Mentre facevo queste riflessioni mi invase un senso di colpa, sentì di averla violata. Quegli scalini potevano esser stati la sua unica scelta, il rifugio più vicino.
Per tutto il giorno pensai a quella donna,
alla sua mano affusolata che usò per coprirsi metà del volto,
alla sua età.
Mi sentì fortunata, quando il senso di colpa sfumò, nel ricordarmi di quello scalino a diversi chilometri di distanza che mi ha sempre accolto e che, se lo vorrò, sarà sempre lì.
mercoledì, maggio 29
domenica, marzo 17
mercoledì, febbraio 27
Fingo di essere in fondo al mare.
Non galleggio, non affogo.
Oggi è tutto più difficile,
agrodolce.
sabato, gennaio 5
Ad ogni visione non perdono di bellezza ma convalidano il genio del regista.
Parlo di quei film da cui non posso evitare d'essere meravigliata, la cui brillantezza stupisce ogni volta.
Vorrei parlarne al mondo, ma poi non so se ne valga la pena, se sarebbe colto (e se sì da chi) e se saprei spiegarmi.
Parlo di quei film da cui non posso evitare d'essere meravigliata, la cui brillantezza stupisce ogni volta.
Vorrei parlarne al mondo, ma poi non so se ne valga la pena, se sarebbe colto (e se sì da chi) e se saprei spiegarmi.
sabato, dicembre 22
Siete familiari col "tl;dr"?
Sta per "too long, didn't read" e si usa alla fine di un lungo post seguito da una frase che faccia da riassunto, a volte di difficile comprensione senza il contesto. Ecco, ogni volta che ne intravedo uno mi piace leggerlo prima del resto, per costruirci una storia e poi verificare di quanto mi sia allontanata dalla realtà; un passatempo divertente quando si vuole avere la mente libera da altri pensieri.
Il tl;dr della mia giornata è: sassi suicida e gattini. Riuscite ad immaginare il resto?
Qual è il vostro tl;dr?
Sta per "too long, didn't read" e si usa alla fine di un lungo post seguito da una frase che faccia da riassunto, a volte di difficile comprensione senza il contesto. Ecco, ogni volta che ne intravedo uno mi piace leggerlo prima del resto, per costruirci una storia e poi verificare di quanto mi sia allontanata dalla realtà; un passatempo divertente quando si vuole avere la mente libera da altri pensieri.
Il tl;dr della mia giornata è: sassi suicida e gattini. Riuscite ad immaginare il resto?
Qual è il vostro tl;dr?
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